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Manovra, continuano le trattative con l’Ue

Sulla manovra la trattativa con l’Ue è serrata, e l’obiettivo di entrambe le parti è chiudere entro lunedì. Per questo si lavora «a oltranza, anche nelle ore notturne», spiega il premier Giuseppe Conte. Le distanze si stanno accorciando sempre di più, e la Commissione europea lascerà i suoi uffici aperti ai tecnici suoi e a quelli italiani per tutto il weekend concedendo ancora ascolto alle istanze italiane, pur non arretrando dalla richiesta di rispetto delle regole.

Il passo che resta da fare è ancora significativo: manca uno 0,3% del Pil, fanno sapere fonti qualificate, cioè circa cinque miliardi. E se non bastasse, arriva anche una nuova doccia gelata sulle prospettive economiche del Paese: il Pil quest’anno, secondo Bankitalia, crescerà dello 0,9% rispetto alle precedenti stime dell’1,2%. E mentre il ministro Tria torna a Roma per sondare la maggioranza sulle controproposte di Bruxelles per far tornare i conti, si riaccendono le tensioni tra Lega e 5 Stelle. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti attacca la riforma principe degli alleati: il reddito di cittadinanza piace «all’Italia che non ci piace», ha detto, tornando ad evocare uno scenario di voto anticipato se non si realizza il contratto di Governo. Immediata la replica del vicepremier Luigi Di Maio: «A noi l’Italia piace tutta», risponde piccato ‘rassicurando’ Giorgetti anche sul rischio ‘lavoro nero’, «perché gli ispettorati del lavoro e la Guardia di Finanza – spiega – faranno i loro controlli».

Conte lascia Bruxelles comunque fiducioso in un accordo che – dice – «vogliamo chiudere presto consapevole che questa interlocuzione con l’Ue implica uno sforzo da entrambe le parti».

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