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Street food a Napoli, il modo più semplice per conoscere un territorio

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“Il cibo di strada è il modo più diretto per conoscere la storia di un Paese, in tutto il mondo” sostiene Gualtiero Marchesi. In Italia lo street food è tornato di gran moda non solo perché consente di mangiare in modo informale, rapidamente e spendendo poco ma perché con esso si riscoprono vecchie tradizioni e recuperano ricette ormai perdute.

Napoli, la città regina dello street food

Napoli con i suoi con 1.652 esercizi commerciali adibiti alla preparazione di cibi da asporto è la città italiana dello street food, esercizi che offrono più o meno lo stesso repertorio: pizze fritte, zeppole, panzerotti, crocchè, mozzarella in carrozza, parigina, frittata di maccheroni, scagliuozzi, montanare, sfogliatelle. Le più antiche tradizioni culinarie napoletane sopravvivono in quei pochi esercizi commerciali che non facendosi scoraggiare dalla concorrenza spietata, propongono cibi in via di estinzione e con il loro nome originale, in dialetto quindi: “o’bror’e’purp’“, la“carnecotta”, “o’ per’ e o’ muss”, i taralli “nzogna e pepe”e il “pagnottiello”.

Cosa sono queste squisitezze? Il brodo di polipo viene preparato facendo bollire in acqua il polipo, aromatizzato e servito in un bicchiere o scodella, con un brandello di tentacolo a riprova della sua origine. La carne cotta è la trippa fatta bollire nell’acqua con il suo stesso grasso, condita con spezie ed erbe aromatiche. Lo “o’ per’ e o’ muss” è un piatto formato dalle zampe e dal muso di maiale che vengono mischiati con altre interiora (centopelli), per poi essere lessati e serviti in coppetielli di carta oleata con succo di limone e sale. I taralli “nzogna e pepe” sono pasta di pane ottenuta con strutto, mandorle ed abbondante pepe cotti a mò di biscotto. Il pagnottiello detto anche panino napoletano è una torta rustica a base di pane tipica del periodo pasquale che viene farcita a metà cottura con un ripieno di formaggio e ciccioli di maiale.

Street food, dove a Napoli?

Il cibo di strada per definizione è presente nei luoghi di passeggio della gente, quando la strada a Napoli fungeva anche da luogo di incontro tra gli abitanti della via, della piazza, del quartiere, per questo motivo se state visitando la città partenopea non sarà difficile per voi trovare friggitorie, ambulanti o camioncini che propongono street food. In questo settore, ci sono attività che vantano più di 50 anni di storia come “La friggitoria Vomero” in Via Domenico Cimarosa 44, oppure “La Focaccia della Signora” in Via Saverio Altamura 19 e infine “L’Antica Friggitoria MASARDONA” in Via G. Cesare Capaccio 27.

La specialità di “La friggitoria Vomero” è la pasta cresciuta ovvero frittelle a base di farina, acqua e lievito fritte in olio bollente. Se decidi di mangiare alla“Focaccia della Signora” il consiglio è di assaggiare la focaccia rossa, una focaccia ricoperta con salsa di pomodoro, un filo d’olio extravergine di oliva, un pizzico di sale, cotta al forno. La specialità della MASARDONA” invece è la pizza fritta, la pizza ripiena di cicoli, ricotta di bufala, provola, pepe e basilico e fritta in olio bollente.

Il cibo di strada celebrato ne “L’oro di Napoli”

Il cibo di strada è stato raccontato in tanti film su Napoli, il più famoso sicuramente è il meraviglioso “L’oro di Napoli”di Vittorio De Sica, dove una giovane e seducente Sofia Loren interpreta una donna che vende la pizza fritta con un “bancariello” e una padella per friggere, nel quartiere Materdei di Napoli. La pizza fritta è un must napoletano, economica per chi la compra e capace di dare libero sfogo alla creatività del pizzaiolo, visto che può essere riempita con alimenti vari.

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