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Leucemia linfatica cronica: verso la guarigione

Un passo avanti verso la guarigione dalla leucemia linfatica cronica (Llc), la più frequente nel mondo occidentale con circa 3mila nuove diagnosi l’anno solo in Italia, soprattutto fra gli anziani. Grazie a una terapia intelligente e “chemio-free” capace di uccidere fino all’ultima cellula del tumore, quella che non vuole morire, per la prima volta nella storia della malattia, si prospetta la possibilità di interrompere il trattamento dopo 2 anni, per riprenderlo solo se necessario con ottime probabilità che possa ancora funzionare. Gli esperti parlano di «risultati strepitosi» dal 23esimo congresso della Società europea di ematologia Eha, ospitato a Stoccolma.

IL FARMACO DELLA SPERANZA – Si chiama Venetoclax e funziona sbloccando una situazione molto frequente nella leucemia linfatica cronica, cioè l’inibizione della capacità di una cellula malata di imboccare la via della morte programmata o apoptosi. Sviluppato dall’americana AbbVie e dalla svizzera Roche, Venetoclax è già disponibile sul mercato e usato in monoterapia.

I RISULTATI – Dati incoraggianti arrivano dallo studio Murano, un trial di fase clinica III condotto su pazienti Llc che avevano già ricevuto almeno una terapia. Con «venetoclax-rituximab somministrato per 24 mesi, il 40% circa dei malati raggiunge uno stato di malattia residua minima negativo»: meno di una cellula leucemica su 10mila, in gergo tecnico “eradicazione molecolare della malattia”. Che non è sinonimo di guarigione, ma ci si avvicina molto.

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