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Sicurezza stradale, arrivano i nuovi Tutor

Sulle autostrade italiane tornano in funzione i Tutor, in maniera molto più ridotta rispetto al passato. Il sistema che punisce chi supera i limiti di velocità sarà infatti attivo a partire da oggi su 22 tratte autostradali e solo in seguito sarà implementato. Introdotto nel 2004 dopo un lavoro di preparazione svolto da Autostrade con la Polizia stradale, il ministero dei Trasporti e le associazioni dei consumatori, fino al 10 aprile scorso il Tutor era attivo su oltre 2.500 chilometri di carreggiate.

Il Sistema non rilevava solo lo sforamento dei limiti in un singolo punto della rete ma anche la velocità media su tratti di una lunghezza indicativamente tra 10 e 25 km, grazie all’installazione di sensori e portali con telecamere. Secondo Autostrade per l’Italia il sistema «ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale, grazie ad una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media». Ma tutto questo è finito tre mesi e mezzo fa: la Corte d’Appello di Roma ha infatti spento il Tutor dando ragione ad una piccola azienda di Greve in Chianti, la “Craft”, alla quale secondo i giudici Autostrade avrebbe rubato il brevetto. Nella sentenza – il contenzioso va avanti dal 2006 e nel 2012 la Cassazione aveva rinviato la causa alla Corte d’Appello dopo che altri due gradi di giudizio avevano davano torto alla Craft – i giudizi hanno sottolineato che l’idea “inventiva” originaria era stata “pedissequamente riprodotta” da Autostrade, adottando un sistema di rilevamento di fatto identico a quello ottico previsto dal brevetto toscano: in sostanza, solo una sostituzione “banale e priva di originalità”. Contro la sentenza Autostrade ha già fatto ricorso in Cassazione, ma nel frattempo ha dovuto spegnere il sistema.

 

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