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Indonesia, terremoto: oltre 1200 morti, c’è rischio epidemie

Oltre 1200 i corpi finora ritrovati tra Palu e Donggala, sull’isola indonesiana di Sulawesi, colpita venerdì scorso da due terremoti e uno tsunami. A riferirlo è l’ong indonesiana Aksi Cepat Tanggap.

Sepolture di massa per evitare malattie e l’inevitabile sensazione che alla fine le vittime si conteranno a migliaia. A due giorni dal terremoto di magnitudo 7.5 e dallo tsunami che hanno colpito la costa occidentale del centro dell’isola di Sulawesi, in Indonesia continua la corsa contro il tempo dei soccorritori, nella speranza di trovare ancora in vita persone sotto le macerie. È accaduto con almeno una ventina di superstiti, ma decine di chilometri di fascia costiera in direzione dell’epicentro non sono ancora stati raggiunti dalle squadre di soccorso.

LA FARNESINA – Al momento, fa sapere la Farnesina, quasi tutte le vittime accertate sono state trovate a Palu, la capitale provinciale sulla punta della baia più duramente colpita dall’onda di maremoto e non risultano italiani. Ma i mezzi dell’esercito sono riusciti a farsi strada solo in aree limitate verso nord, e le notizie che giungono dalla città di Donggala (300mila abitanti), a soli 27 chilometri dall’epicentro, rimangono frammentarie. Le immagini dall’alto diffuse da una tv locale hanno mostrato devastazioni massicce e terreni allagati. È possibile che il bilancio nella zona sia ancora più grave rispetto a quello accertato finora a Palu.

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