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Decreto Milleproroghe, ok della Camera alla fiducia

La Camera dice sì alla fiducia al governo sul decreto legge Milleproroghe: 329 voti a favore, 220 contrari e quattro astenuti.

Dopo più di tre mesi dal suo insediamento, il governo chiede la prima fiducia su un provvedimento. La scelta di blindare l’esame del decreto legge Milleproroghe fa insorgere le opposizioni ma in particolare il Pd che occupa l’Aula di Montecitorio e attacca l’Esecutivo, oltre alla presidenza della Camera, accusandoli di “atto eversivo”. Proteste che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro sono solo “strumentali” di fronte a una scelta del governo del tutto “legittima”.

Il rischio ostruzionismo, in nome del quale maggioranza e governo, hanno deciso prima di utilizzare la cosiddetta ‘tagliola’- vale a dire la chiusura anticipata della discussione generale – e poi di interrompere l’esame del testo con la richiesta di fiducia, viene però solo procrastinato: la contrapposizione fra le forze politiche non ha consentito di raggiungere un’intesa in conferenza dei capigruppo a Montecitorio sul timing per il voto finale e gli ordini del giorno e così, al momento, si profila la prima maratona notturna della Legislatura.

Al centro dello scontro si intrecciano questioni di metodo e merito. Dopo la battaglia sui vaccini, finita con la proroga dell’autocertificazione e dunque il rinvio di una scelta strutturale su un tema delicato che interessa le famiglie italiane, l’attenzione dentro e fuori dalle aule parlamentari si è spostata sul taglio da oltre un miliardo alle periferie. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in persona si è impegnato a ripristinare i fondi ma l’accordo raggiunto ieri con l’Anci non è stato recepito nel decreto legge: una strategia che se ha messo in stand by i comuni non ha convinto le forze di opposizione e i Dem in particolare che hanno continuato a chiedere un intervento immediato per sanare la sforbiciata alle finanze degli enti locali.

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